domenica 28 maggio 2017

Malasanità animale vittime

direttamente dal sito www.arca2000.it la storia di malasanità animale di Charlie raccontata dalla sua mamma umana Samanta di Arezzo

CHARLIE

Vi racconto la storia di Charlie, un jack Russell di soli 6 anni. Sabato 13 maggio, nel pomeriggio, Charlie inizia a stare male. Respira male, cerca di vomitare ma non riesce, lo portiamo immediatamente dal veterinario. La sua assistente, appena gli racconto quello che è successo, abbastanza allarmata, mi dice che è necessario controllare l’interno della bocca. Charlie non è mai stato molto “buono” con gli estranei e così l’assistente, dopo aver provato inutilmente ad aprirgli la bocca, mi dice che se non ci fosse riuscita insieme al medico veterinario sarebbe stata necessaria un’anestesia. Mi fa accomodare nella sala di attesa, per aspettare che il dottore si liberasse. Dopo qualche minuto, io e Charlie rientriamo nella stanza. Il veterinario controlla prima i polmoni e sono puliti. Prova ad aprire la bocca, inutile, Charlie non vuole. Conclude la visita dicendo: ha sicuramente mangiato un’ape, ha per caso il vizio di acchiappare gli insetti? Eh sì, tu sei proprio uno di quei cani. Gli fa una puntura,  senza dirmi cosa gli stesse somministrando (penso tra me e me che sia cortisone, visto che aveva nominato l’ape). Mi dà la ricetta con scritto quello che deve prendere e mi manda via. La mattina seguente, qualche ora dopo aver preso la medicina, Charlie muore soffocato. Subito dopo abbiamo chiamato un’altra clinica, la donna al telefono è rimasta interdetta nel sapere che il medico veterinario non avesse controllato la bocca di Charlie, nemmeno una lastra. Non solo, Charlie sarebbe potuto essere stato morso da una vipera e non da un’ape. Richiamiamo lo studio del veterinario e ci risponde un suo collega, raccontiamo l’accaduto. Stessa cosa, rimane allibito e non capisce perché, il medico veterinario non avesse tenuto Charlie in osservazione tutto la notte nello studio. Non sappiamo se Charlie sia stato punto da un’ape, per poi andare in shock anafilattico, oppure sia stato morso da una vipera. È vero, il cortisone era l’unica soluzione e forse sarebbe deceduto lo stesso. Ma quello che non accettiamo è la mancanza di diligenza del medico veterinario (non facendo le opportune osservazioni) e la mancanza di informazione. Non sono stata informata di quello che sarebbe potuto accadere se il cortisone non avesse fatto effetto. Ma sono stata rimandata a casa, così, come se avessi portato Charlie dal veterinario per un semplice problemino. In realtà la situazione era molto ma molto più grave.