mercoledì 26 luglio 2017

Divieti nei supermercati: Bambini sì, cani no?

BAMBINI CON LE SCARPE NEI CARRELLI DEI SUPERMERCATI

Che buona parte del popolo italiano manchi totalmente di un'educazione all'igiene si vede anche dalla diffusissima abitudine di trasportare, nei carrelli dei supermercati, i bambini con le scarpe a contatto del vano alimenti. Chiamiamola maleducazione, inciviltà o totale menefreghismo delle regole basilari dell'igiene (tra l'altro sancite anche da regolamenti delle Asur locali) però un interrogativo nasce spontaneo: perchè i bambini sì e i cani no? Perché nessun direttore o commesso osa riprendere  genitori, nonni e parentado vario che ficcano la figliolanza nei carrelli con le scarpe sporche e invece, mettono alla porta i cani? Anni fa, in quel di Ascoli Piceno, un supermercato si attrezzò, perché i cani potessero entrare con i loro compagni umani a fare la spesa. Ai tempi, si scomodò perfino  Michela  Brambilla, giunta sul posto con uno stuolo  di fotografi  per esultare  e documentare. Lodevole iniziativa, ci si aspettava che fosse emulata da tanti altri esercizi commerciali; peccato che la cosa, invece, durò poco. Qualche giorno dopo, infatti, sui giornali locali si venne a sapere della levata di scudi di alcuni clienti intolleranti che non gradivano la cosa,  anche se le bestiole, è il caso di dire "se ne stavano buone buone, come cani bastonati" e non toccavano nemmeno terra, poiché venivano  trasportate  su appositi carrellini. Da notare che quegli stessi clienti, che tanto s'indignavano in fatto di cani, tacevano indifferenti sul malcostume dilagante di mettere bambini con le scarpe nei carrelli dei supermercati. La nostra scala di valori, che spero sia anche quella di tanti altri amici degli animali, ci dice che qualcosa non quadra in tutto ciò. Intanto, non ci è dato di sapere se le scarpe delle suddette umane creature siano intonse e "sante", si presume che abbiano già calpestato parecchie schifezze sulle strade pubbliche. Sicuramente gli alimenti che mettiamo nel carrello, calpestati dalle "sante" scarpine di bimbo,  sono gli stessi che poi riponiamo nel nostro frigorifero e che entrano in contatto con il nostro stomaco e la nostra bocca, e semmai ci venisse la briga di farli analizzare, non basterebbe un foglio di carta grande come l'America per elencarne la contaminazione batterica.  Di certo non occorre essere una mente illuminata per rendersi conto che mettere un bambino nel carrello con le scarpe è cosa assai schifosa, ma il problema è che molta gente non si pone minimamente il problema, nemmeno in termini di rispetto verso gli altri. Occorre una rieducazione all'igiene che parta dalle scuole, perché si affermi una cultura anti specista dei diritti. E dopo i carrellini per i cani, separati dal vano alimenti, aspettiamo anche quelli appositi per i bambini, invocando par condicio.

ASSURDI DIVIETI PER I CANI 
...però nei negozi si tocca il pane con le stesse mani con cui si toccano i soldi , si tengono gli alimenti ad altezza di bocca, mani e alito umano, ci si siede ai tavoli dei punti ristoro in costume da spiaggia, non s'indossano i guanti per prendere frutta e verdura  e via dicendo: salvo vedere questi razzisti divieti appesi fuori dalla porta: VIETATO L'ACCESSO AI CANI
In tutta onestà si vedono cani molto più educati delle persone negli esercizi commerciali (dove è concesso loro di entrare).
elenco di supermercati che permettono l'accesso ai cani in Italia
http://www.portamiconte.info/?p=4642


scritto da DaniBi per Arca 2000 diritti dell'animale malato